L’intervento di Matteo Monari al ConvegnoGT su come promuovere un sito all’estero

Il secondo intervento del ConvegnoGT è di Matteo Monari, di Biz Up, che brillantemente spiega le problematiche di un sito che si rivolge a mercati stranieri.

Mi è piaciuto il suo approccio che di base tratta le versioni straniere come siti diversi, sia a livello di template, che di contenuti.

Importante: non si tratta di tradurre un sito! ma localizzare. Si tratta di un sito che ha un mercato/pubblico diverso che usa parole chiave diverse e con esigenze diverse. Il sito locale NON DEVE ESSERE una traduzione. A tutti gli effetti un nuovo sito.

La pianificazione prevede sia aspetti software che seo.

Per esempi un CMS monolingua crea il problema che gli utenti non capiscono i comandi sui bottoni. E’ importante documentare dove i campi sono usati in maniera dinamica. (per es. title, nome pagina, h1, ecc.).

NON usare template uguali per le diverse versioni.

Evitare di usare immagini che racchiudano testi.

Evitare di usare tabelle, bottoni e layout a larghezza fissa, ma liquida.

Fra le classiche domande:

Quando usare un dominio locale? (.it, .fr,…)

Con un dominio locale l’utente pensa che ci si puo’ fidare di più. Ha un maggior ctr. C’è maggior fiducia in momento di acquisto. E ha un vantaggio nelle SERP. Inoltre permette di gestire più lingue per un Paese (in Canada francese e inglese!) rspetto alla sottocartella.

Altri vantaggi:

  • Non è connesso al sito principale in caso di ban
  • Possiamo usare un nome diverso con parole chiave dentro
  • Posso avere un whois con dati locali
  • Permette hosting locale

Svantaggi:

E’ un nuovo sito! non ha autorevolezza, richiede più tempo per essere posizionato.

Non sempre è possibile, in alcuni Paesi.

Concludendo: va bene usare un dominio locale per strategie di lungo termine in cui il mercato locale sarà oggetto di una vera espansione, con vere iniziative di marketing.

Alternative al dominio locale: sottocartella o sottodominio

Vantaggi:

  • Sito già avviato
  • Una cartella eredita autorevolezza

Il sottodominio permette di gestire più lingue nello stesso Paese, e permette di hostare localmente. La cartella no. Ma eredita meno potere. Non è visto come un dominio di primo livello.

Dove hostare il sito?

Se possibile farlo localmente. Ma verificate che sia vero! Se non possiamo farlo non è una cosa drammatica. E’ l’elemento che pesa meno per la SEO.

Meglio un Whois locale con indirizzo locale.

Come individuare le keyword giuste?

  • Non tradurre le parole chiave, ma le idee. Metterle su GG adwords per idee per K nuove (usarlo da loggati).
  • Controllare i competitor locali ben posizionati
  • Usare Stats interne del nostro sito, ricerche sul sito

Traduzioni

Non c’è duplicazione fra traduzioni.

Meglio produrre contenuti extra in base agli interessi degli utenti locali.

Chiedere 1 traduzione di prova e controllare con un amico madrelingua se è fatta bene.

Quali sono le parole + cercate (volume), quali convertono meglio e quali sono usate dai migliori clienti.

Fornire ai traduttori una lista di k da usare, un glossario e accesso al sito fonte.

Ci sono elementi che un traduttore non conosce (title, h1, meta description..): è bene spiegare la lunghezza, dove appare, come contenere le parole chiave, invitare al click e contenere la call to action..

Best Practices

Mappare: quale pagina eng corrisponde a quale pagina ita

Le bandierine NON devono linkare alla home page, ma alla corrispondente pagina in lingua! anche perchè riceve link a tema su qeulla pagina. Come testo alternativo:  mettere la parola tradotta non “lingua inglese”, ma per es. “shoes”!!

Si pul usare il rel “alternate” che indica ai MDr quali sono gli indirizzi di altre versioni di quel sito

Un po’ di autorevolezza passa

Altra best practice: dichiarare “content language”. Google lo ignora, ma Bing lo legge!

Errori da evitare

  1. NON RIDIREZIONARE l’utente in maniera automatica in base a IP. L’utente potrebbe avere un ip non corrisp alla posizione, oppure potrebbe preferire lingua diverse, poi GG arriva da un IP americano.
  2. Non mescolare lingue, crea confusione
  3. Non usare traduzioni a basso costo, automatiche. Ad es. “Sei scapolo? cerchi ragazze scapole?” oppure Skype che ha tradotto “Wave” con “onda” anzichè saluto!

 

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1 comment to L’intervento di Matteo Monari al ConvegnoGT su come promuovere un sito all’estero

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