Un po’ di numeri sul turismo in Italia 2010

Flavia Maria Coccia di Isnart ha portato un po’ di statistiche dell’Osservatorio Nazionale del turismo. Le slides purtroppo non erano facilmente leggibili e lei parlava a velocità doppia… ma i dati portati sono assolutamenti interessanti e strategici.

Cambiamenti profondi nel turismo: accelerazione di comportamenti che già esistevano, ma con la crisi si sono estremizzati.

L’Europa come destinazione turistica è meno in crescita rispetto ad altre: è una destinazione “matura”.

Da dove arrivano i turisti

L’Europa resta il principale bacino di flussi turistici verso l’Italia (70%) guidati da Germania, Francia e Austria. La Francia è in crescita. La Spagna è un mercato nuovo.

Il 2010 più stranieri in Italia, abbiamo battuto Spagna e Francia.

Problema: non valutiamo il turismo interno! non dobbiamo scordarci che c’è un mercato interno pari al 77%. Due terzi dei posti letto degli italiani sono occupati dagli italiani.

L’occupazione delle camere

Primi 6 mesi è stabile. Nell’estate 2010 c’è stato il primo problema. Perdita per le strutture ricettive stagionali! Chi è aperto tutto l’anno ha subito meno. Il mare è il settore dove c’è stata la maggiore perdita di camere.

In Italia il mare è il primo settore di occupazione delle camere, seguito dalle città d’arte.

In futuro: le imprese stagionali dovranno aprire tutto l’anno.

-2,5% nel 2010 : occupazione camere.
Ha tenuto il settore alberghiero, mentre in crisi agriturismo e B&B che non hanno saputo essere flessibili con il prezzo. A parità di prezzo il cliente sceglie l’hotel!!

Città d’arte piccole (non Roma e Firenze), le aree rurali, i laghi…  sono andate meglio.

La competitività

2200 posti letto: siamo secondi dopo la Francia. Loro sono bravi sull’extra albeghiero (80%!).

Italia siamo secondi per numero di arrivi  77 milioni (la Francia 99 milioni)

Noi abbiamo più posti letto ma li occupiamo meno. La Francia li vende tutto l’anno.

35% inverno

70-80% estate

252 milioni di presenze totali in Italia.

Spagna: 75 milioni di arrivi, 247 milioni di presenze.

Abbassare i prezzi funziona?

-11% di abbassamento dei prezzi ha fatto sì che l’occupazione delle camere reggesse… ma si è ribaltato sul trimestre successivo! Ma l’extra alberghiera non ce l’ha fatta.

-1,6% di occupazione alberghiera.

In Estate no, gli hotel hanno tenuto alti i prezzi.

Nel 2010 c’è stata una ripresina del turismo internazionale: le tariffe si sono rialzate!

Se abbasso i prezzi senza ragionarci, posso fare un danno, perchè dopo non li posso rialzare. Devo far capire perchè e quando abbassarli. Problema di costi. Bisogna fare revenue management non abbassare i prezzi a caso.

Sistema stagionale: troppo rigido!

Se i prezzi delle camere sono abbassati, i prezzi del resto sono aumentati (benzina, eventi, ristoranti…).

Con la crisi…

Con la crisi: gli italiani vacanze più brevi, in città più vicine oppure ospiti di case di amici e parenti: quindi destinazioni turistiche piene ma non negli hotel!

Hanno prenotato molto prima (low cost aereo) oppure molto molto a ridosso.

Gli hotel hanno difficoltà a capire come offrirsi online.

81-85% delle strutture ricettive è online! sono calate!!!

Solo il 61% hanno il booking online!

34-37% clienti vengono da Internet. Di quelli che prenotano su Internet la metà arriva via mail… sostituito il telefono con la mail.

Nel 2000 l’1% cercava turismo online. Nel 2010 il 17% lo fa. Boom!

Siamo deboli su Internet e sulla disintermediazione tradizionale: non siamo presenti neppure sui cataloghi. Solo il 10% arriva da questo sistema.

Incapacità del sistema turistico italiano di capire che ci sono gli strumenti per riempire le camere! Incapacità a vendersi.

Esiste un modo artigianale, assurdo di soddisfare il cliente!

Solo 1/3 delle strutture ricettive sono presenti sui cataloghi

Chi vende sui cataloghi riesce a fare un +10-12%

Punti di forza e debolezza

Dove siamo deboli? (25-33.000 interviste ai turisti)

La maggior parte è soddisfatta:

8.1 qualità del mangiare e bere

7.9 cortesia

7.9 accoglienza strutture

va male?

– costi

– rispetto ambiente

– trasporti locali e traffico

Una piccola impresa lavora bene ma il territorio risponde male al turismo.

Siamo isole… ci andiamo a scontrare con Egitto e Tunisia che hanno creato cattedrali nel deserto a prezzi bassissimi. Bell’albergo con bel mare.

Noi dobbiamo vendere esperienze. Far vivere al nostro ospite la nostra cultura, cibo, capacità di essere vicini al cliente. Non siamo standardizzati come ISO9000 americani… ci manca l’organizzazione dei servizi che diamo in modo spontaneo.

Solo il 20% di quelle online sono presenti sui Social Networks.

Responsabilità sociale – importante. dobbiamo fare capire che l’azienda è attenta al personale, al territorio, ecc… vuol dire fare marketing. I nostri mercati vogliono sapere se siamo responsabilmente attenti (ambiente, risorse umane, comunità, identità territorio…). Le aziende già lo fanno! ma non lo fanno sapere!

Su Internet dobbiamo mettere contenuti.

Noi non possiamo compete sul prezzo, dobbiamo dare contenuti più forti.

Attenzione ambiente – la cura del luogo, non solo risparmio energetico… è uno dei requisiti che ci chiede il mercato oggi.

Occorre che le aziende turistiche  facciano formazione. Non solo su Internet (un dipendente non sa se c’è riciclo dei rifiuti!!).

Meno spettatori, più attori. Ci sono ottime imprese.

Incapacità di organizzarci e saperci vendere.

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