A mente fredda, dopo il weekend, sono a tirare le somme di quanto ho seguito al Be Wizard. Devo dire che essere solo una spettatrice per una volta è stato piacevole!
Ho seguito vari interventi, cercando di alternare argomenti e relatori. Purtroppo – o per fortuna – gli ambiti fra i quali mi muovo sono svariati e quindi ho dovuto fare delle scelte soprattutto nel pomeriggio, quando le salette erano tante.

Iniziamo dalla mattina. Dopo l’interessante intervento di Roberto Fumarola sugli errori da evitare nel Mobile Commerce, sul palco sono saliti Alessandro Cappellotto, fratello di Giovanni, e Francesco D’Avella che ci hanno parlato di Social Commerce. Con slides molto simpatiche e un approccio diretto hanno cercato di capire e raccontare come si può vendere su varie piattaforme.
Prima Francesco ci ha mostrato le diverse possibilità che ha una azienda che voglia vendere online, seguendo una strategia “Judo”, ovvero sfruttando la forza degli altri, quindi comparendo su Amazon (che ha 170 milioni di utenti), Google Shopping e eBay (che ha 100 milioni di utenti). Poi è passato a Facebook, mostrando le shop tab – che vendono poco –  e gli annunci con la call to action “Acquista”.

Poi è stato il turno di Alessandro che ha ipotizzato 3 diverse strategie:
Strategia A – Facebook (e i Social Networks) come “autostrada di andata e ritorno”.
Ovvero prima faccio annunci a pagamento diretti al sito, e poi dal sito pubblico pulsanti social di condivisione. La pagina Facebook conta poco, contano i collegamenti fra sito e social. E’ importante che siano impostate le conversioni su Analytics e il remarketing sia attivo. Per quanto riguarda i pulsanti di condivisione, la posizione dove decidiamo di inserirli farà la differenza. L’ideale sarebbe sulla thank you page. O anche nelle newsletter, ma non con tristi bottoni anonimi, bensì con scritte che incoraggino a essere seguiti.

Strategia B – Facebook come punto di incontro e conversazione. Anche in questo caso gli annunci servono per far crescere i fan e anche in questo caso la vendita non avviene su FB ma sul sito. L pagina Facebook deve avere contenuti coinvolgenti, ci deve essere buon mix fra post di prodotto e post editoriali e chiari link al sito.

Strategia C – Facebook come luogo di vendita. L’acquisto si compie dentro FB. E’ la strada più difficile e sfidante. L’ideale non è pubblicare tutto il catalogo, ma fare una selezione, magari legata a un’offerta precisa.

Hanno parlato anche del loro sistema Storeden.

Fra la best practices citate, quella di Alexoo che mette ben in evidenza la call to action “Chiamaci”.

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