Le aziende toscane sono isole?

Ho sempre pensato che l’atteggiamento che trovo in alcuni imprenditori (chiusura al cambiamento, scetticismo verso Internet, atteggiamento “si è sempre fatto così“, totale assenza di comunicazione) dipendesse dal settore in cui ho deciso di lavorare, che mi fa vivere la mia professione con una duplice veste: consulenza e formazione/alfabetizzazione.

Dopo la serata di stasera mi devo ricredere: certi meccanismi sono molto più diffusi di quanto pensassi, e direi molto comuni nelle piccole e medie imprese toscane. Tanto che, ho sentito anche stasera parlare di “isole“, come abbiamo fatto di recente alla BTO. Non riguarda solo il turismo e non riguarda solo il web. Ma tutte le aziende toscane.

Di fronte alla crisi che stiamo vivendo e alla delocalizzazione molte aziende arrancano, ma sono le stesse che – gestite da un imprenditore “padrone” che non cerca il confronto e non ama condividere le conoscenze – evitano sistematicamente di fare networking. E soprattutto rifiutano il cambiamento.

Viviamo nel paradosso: i cervelli migliori della Toscana vanno via (spesso la selezione del personale avviene per passaparola o per legame familiare) mentre dal Nord Italia tutti vorrebbero venire a vivere in Toscana, perchè qui “si vive bene”.

Mi piace quello che abbiamo fatto stasera e che fa Fior di Risorse, così come mi è piaciuto quello che ha fatto BTO all’Isola d’Elba. Se le aziende comprendessero che la formazione non è un costo e il confrontarsi porta vantaggi a tutti, forse non ci sarebbero così tante aziende in crisi.

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