Reduce da una giornata ricca di stimoli come quella del Festival del Web Marketing, mi trovo ora a tirare un po’ le fila di quanto ascoltato e visto durante i vari interventi. Premetto che la mia partecipazione si è “limitata” all’area Contenuti – ero moderatrice – e quindi è ovviamente parziale, e non può riportare tutte le interessanti cose trattate nelle altre sale (Seo, Social, Adv, Strumenti).

Se dovessi dire, quali sono state le parole calde nella sezione “Content” della giornata, potrei azzardare: pianificazione, personas, sticky content, storytelling, emozionali. Sono contenta che la sala sia stata sempre ben presidiata durante i vari interventi, segno che finalmente si è capito quanto sono importanti i contenuti per un’attività web.

Interventi della mattinata: i contenuti

Importante è scriverli bene, sia dal punto di vista del testo, come ci ha ricordato Francesca Zadra, quando ha usato il concetto di contenuti “sticky” che piacciono al Motore e all’utente, che della forma, come ci ha raccontato Valentina Falcinelli di Penna Montata con la sua metafora di Karate Kid – Miyagi: per rendere più digeribile un testo lungo è bene inserire intelinea, bold, margini, ecc.

Ma è altrettanto importante integrarli con quelli degli utenti (UGC), come raccontato da Carlotta Carucci nella sua bella case history turistica sul lancio della Riviera del Conero.

Mi è sembrato molto utile anche l’intervento di Massimiliano Sanna sui vari plugin di WordPress che possono essere utili per chi lavora con i contenuti: da Edit Flow per pianificare i contenuti e gestirli con altre persone (per esempio posso fare commenti ai collaboratori), a Yarrp per mettere in risalto i post correlati.

Relatori del pomeriggio: SEO e UX

Nel pomeriggio si è parlato di contenuti, con altre visioni. Dopo pranzo, Valerio Notarfrancesco ci ha descritto quali errori evitare o le cose alle quali prestare attenzioni, sia per essere visibili, sia per evitare penalizzazioni.

Oggi i fattori seo: backlink, poi ci sono i contenuti, il brand, user behaviour, metriche sociali…

Puoi usare il content marketing per fare SEO, ovvero con il Content Marketing puoi solleticare i fattori di ranking. Ancora oggi possiamo usare i forum: se ho 1 ecommerce posso dare parte dei miei prodotti agli utenti, loro condivideranno il link non bella firma!!!

Valerio ha fatto in precedenza una bella presentazione sugli errori del Content Marketing (la trovate qui).

Alle 16 un intervento in tandem: Stefano Cattelani di Digital Followers e Pasquale Silvi di Melascrivi che hanno portato una case study su 1 ecommerce (Chic4dog) dove sono state realizzate schede di prodotto incisive, che potessero passare emozioni, e colpire l’utente finale. Il sito in questione è  un sito di prodotti per cagnolini tipo borsette, collarini, cuscini…
Per il successo di un ecommerce è fondamentale il contatto con il cliente es. con la chat in tempo reale.
Ovviamente se si vuole far scrivere contenuti di questo tipo, sono importanti le linee guida per chi deve scrivere le descrizioni delle schede prodotto.

La fine del pomeriggio ha visto 2 interventi molto diversi, illuminanti, che hanno spostato l’attenzione sull’utente finale e sulla user experience.

Marco Buonvino ha introdotto il concetto di test di usabilità, raccontando i vari modi per fare ricerca, da quelli indiretti (es Google Analytics) alla ricerca diretta: user test (con esecuzione di un compito), questionari e workshop con utenti. E’ importante fare test di usabilità (bastano 4 o 5 persone)! Marco ci ha parlato delle “personas” e di come fare a individuarle: interviste con utenti e con il cliente, web analytics e customer service. E poi i “journeys” e gli scenari d’uso. Come tool per fare i test di usabilità ci ha suggerito questo: http://silverbackapp.com/

Ha chiuso la giornata Maurizio Mauri, psicologo e ricercatore allo IULM, che ci ha parlato di neuromarketing, test di eye tracking e test di usabilità, mostrandoci appunto alcuni risultati di un paio di test svolti da loro.

Il primo sul mondo del vino (un paragone fra 4 siti di vino con il target americano) e il secondo sul ricordo di alcune pubblicità su cartaceo, ipad e computer.

Ovviamente bisogna ragionare bene su quanto emerge da queste analisi. Per esempio una bandiera italiana possa attirare l’attenzione e servire a convertire per un target di americani!

One comment

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  1. Mosaiko Web

    Ho sentito parlare molto del convegno a cui hai partecipato e ho letto con attenzione quello che hai scritto in merito ad una giornata così intensa. Pultroppo non ho potuto partecipare fisicamente ma spero che in futuro ne organizzeranno degli altri.

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