Corso sulle landing page di Filippo Toso

Venerdì 27 maggio ho seguito il corso di Filippo Toso, dedicato alle landing pages: Mastering Landing Pages. Un ottimo corso ricco di suggerimenti ed esempi per imparare a fare landing pages che convertono. Parte del corso era tenuto dalla brava Elena Veronesi (soprattutto relativa agli elementi grafici). Ammiro la professionalità con cui hanno organizzato il corso, si vede anche dalle piccole cose: materiale di supporto, pause caffè e pranzo, wi-fi.


Cosa sono le landing pages? Sono pagine particolari che hanno come obiettivo convincere l’utente a eseguire l’azione di conversione.

A cosa servono le landing pages?

  1. raccolta contatti (lead)
  2. vendita prodotti/servizi
  3. divulgazione / educazione

Perchè fare landing page? gli utenti sono in aumento, il tasso di conversione si abbassa.

Per avere un tasso di conversione alto, il target di una landing page non può essere “tutti”!

Le landing pages possono stare sul sito (una cartella apposita), un minisito verticale, una fan page aziendale (una squeeze con tab personalizzato) o un e-commerce.

Design di una landing page

Il design è uno degli elementi determinanti per una landing page di successo. Quali sono gli elementi?

  • Il logo deve essere professionale, 5 elementi:
  1. semplice,
  2. memorabile,
  3. durevole (non basarsi sulla moda del momento),
  4. versatile,
  5. appropriato.
  • La tag line completa il logo: frase che si accompagna, fa intuire l’offerta.

Il logo va in alto a sinistra.

  • Una heading efficace: uno dei primi elementi letti nella pagina. 8 persone su 10 lo leggono, ma solo 2 su 10 leggono il primo paragrafo.
    Deve essere sintetico, e distinguersi bene graficamente dal resto del testo (scritto in grande). Può essere centrale, sinistra o destra. Lo stile grafico deve essere curato.
  • L’hero shot: la fotografia dell’eroe, nel nostro caso la foto del prodotto.
    Se abbiamo prodotti astratti: possiamo mettere grafici o effetto fisico/psicologico del prodotto. Mettere giuste immagini aiuta. Uso dei volti scelta efficace! Le immagini devono essere coerenti con il resto. Devono attirare l’attenzione: le persone sono attratte dal volto umano. Con le immagini dobbiamo creare engagment.
    Mostrare anche immagini nel contesto: con le persone!
  • Call to action: invito all’azione. Suggerire in modo chiaro all’utente cosa fare. 4 caratteristiche di una call to action: distintiva, intuitiva, comunicare benefici, rispondere ai dubbi. Le call to action + efficaci sono quelle sui bottoni. Ci possono essere più call to action, ma quella primaria deve avere un colore più caldo. Dove metterla? nell’area di destinazione (regola di Guttemberg).

Oltre agli elementi grafici, la differenza può esser data anche dal form dei contatti (lunghezza, nomi dei campi, allineamento, call to action…).

Nel pomeriggio si è parlato dell’uso dei video nelle landing pages: strumenti per realizzarlo, lunghezza, errori, storytelling.

Oltre a questo si è parlato di copywriting e story telling.

2 comments

///////////////
  1. Pingback:Perche le aziende devono usare i social networks? Gianluca Diegoli e Jacopo Pasquini ce lo raccontano | Elena Farinelli

  2. italo

    Ciao Elena, interessante, potresti fare un esempio a riguardo?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *