Ho deciso di fare questo post, perché in aula, quando tengo i corsi su Instagram, una delle domande ricorrenti è: “ma come si fa ad aumentare followers su Instagram?

Lasciando per un momento stare celebrità e personaggi famosi, che hanno milioni di followers a prescindere, cominciano a esserci tanti igers con numeri interessanti, che vengono contattati dalle aziende per sponsorizzazioni e partnership (proprio oggi ho letto di questa coppia che si fa pagare per viaggiare e postare da luoghi pazzeschi, veri paradisi!).

Ecco quindi che la voglia di avere più seguaci fa gola a molti che sono su Instagram. Al di là delle strategie e dei trucchetti più o meno etici – il più diffuso quello di comprare e gonfiare i followers – il punto è che oggi Instagram è cambiato. Drasticamente.

Dalla spontaneità alla costruzione della foto

Quando è nato era un Social Network legato alla condivisione di un istante, una foto emotiva che scattavi per immortalare quell’attimo, e al massimo con qualche filtro o App ripostavi nel giro di breve (se lo facevi a distanza di tempo dovevi usare l’hashtag #latergram).

La logica è anche nel nome Insta-gram. Tant’è che su Instagram si può postare solo da smartphone o tablet e non da computer fisso.

Non importava essere grandi fotografi, dal punto di vista tecnico, quanto piuttosto saper scegliere l’inquadratura giusta; postare cose belle, spesso insolite, era più che sufficiente a garantire un ritorno in termini di cuori e commenti.

Dicevo le cose sono cambiate: oggi, se guardiamo ai profili più di successo vediamo che il livello qualitativo delle foto si è alzato tantissimo. Ciò che funzionava 3 anni fa, oggi potrebbe lasciare indifferenti. E la cosa più eclatante è che molte foto non sono scattate con lo smartphone, come vorrebbe Instagram, bensì con macchine digitali professionali, Reflex, poi ri-elaborate pesantemente, rimandate al proprio dispositivo mobile, magari tramite posta elettronica o recuperate dal Cloud, e infine postate.

Una foto come questa non è certo scattata da un cellulare! nè tantomento postata sul momento..

Credits @gypsea_lust on Instagram

Ma neppure queste sono scattate con un telefono (il profilo di Andy_Best è uno dei miei preferiti).

Credits @andy_best on Instagram

Anche i soggetti postati ci rivelano un’inversione di tendenza. Prima si postava in soggettiva: io vedo qualcosa e la fotografo. Poi siamo passati al Selfie, ovvero io mi autoritraggo con intorno o dietro ciò che voglio mostrare. Oggi siamo al paradosso che le foto più amate sono quelle dove si vede il blogger, l’iger o la celebrità, evidentemente fotografato/a da qualcun altro. E certamente non è un turista lì di passaggio al quale chiedi: “per favore ci scatti una foto?

Credits @gypsea_lust on Instagram

Quindi ipotizziamo che ci sia una terza persona sempre appresso? un social media ghost writer? un addetto stampa? chissà… qualcuno che sicuramente è ben istruito sul genere e ha conoscenze del settore.

C’è di più: se in principio veniva privilegiata la spontaneità, oggi gli scatti sono allestiti, programmati, organizzati con setting ben studiati. Dubito che questa sia una foto spontanea, non calcolata!!! Anche se ciò che vogliono farci credere è esattamente l’opposto: noi eravamo a fare colazione tranquilli e a un certo punto è arrivata una giraffa!

Forse le prime ad allestire i setting sono state le food blogger che hanno cominciato a studiare come disporre piatti, ingredienti, tovaglie e accessori…

Credits @sabinehzand on Instagram

Le più brave riescono comunque a trasmettere l’emozione del momento, come la mia conterranea Jul’s Kitchen, forse la Food Blogger più brava in Italia.

Credits @julskitchen on Instagram

Quindi addio spontaneità. O meglio, per gli scatti autentici e in real time rimangono le Stories. Ma perché è successo questo?

Tutta colpa dei Vip

Ci ho ragionato un po’ e credo che sia anche causa dell’uso che ne fanno i vip.

Spesso chi era fan di una celebrità, finora vedeva la cantante/attrice/artista preferita nelle fotografie ufficiali di pubblicità, film, riviste di settore o in qualche scatto rubato dai paparazzi, pubblicato semi sgranato nei giornaletti di gossip. Ma da quando molte di esse hanno aperto un account su Instagram, e ne puoi diventare follower, è come se rivelassero qualcosa della loro vita privata.

Senza andare a curiosare fra gli account colossali di personaggi come Katy Perry o Beyoncè, che si portano dietro rispettivamente 62 e 99 milioni di followers, restiamo in Italia.

Basta guardare cosa posta Michelle Hunziker: le foto dei figli e del marito, in teneri scatti rubati alla loro intimità, si alternano a backstage delle sue campagne pubblicitarie. Il tutto condito con ironia e solarità. Impossibile non volerle bene e seguirla come se tu la conoscessi un po’!

Credits @therealhunzigram on Instagram

C’è chi ne fa un uso magistrale dal punto di vista del marketing, come Belen, che sembra sempre esser ritratta un po’ per caso, ma ha pose assolutamente perfette, dove il suo corpo è evidenziato nel massimo dello splendore. Ogni tanto ci piazza le foto del figliolo, bello come lei, per rivelare qualcosa della sua vita privata. Ma foto come queste… da chi sono scattate? 😉

Credits @belenrodriguezreal on Instagram

E che dire di Chiara Ferragni, fashion blogger numero 1 in Italia, che ci mostra la sua visione del concerto di Fedez? se le foto in soggettiva di lei che adora il fidanzato cantante possono sembrare ancora autentiche, chi diavolo avrebbe scattato questa foto? che è perfetta dal punto di vista della comunicazione, perché ci narra una storia, un film. Quello che avremmo voluto vedere se fossimo stati lì.

Credits @chiaraferragni su Instagram

Come la foto di loro due amorosi nella vasca da bagno, in mezzo alle bolle di sapone. Ci mostra quello che vorremmo vedere se fossimo una piccola mosca invisibile lì di fianco. Una finta intrusione nella loro patinata vita privata.

E allora, come dico sempre quando tengo lezione sui blogger, per una Chiara Ferragni di successo, ci sono tante blogger wannabe alle quali non resta che emulare la loro diva. Anche nell’uso di Instagram.

Salvo poi non avere il physique du rôle. Perché un’altra verità non detta, e spietata, è che… chi è bello, viene meglio nelle foto… e quindi una blogger con un bel fisico, o quantomeno fotogenica rende di più. Attenzione non ho detto magra (ci sono esempi di modelle e igers curvy di grande successo), l’importante è trasmettere un’immagine solare, sorridente, sempre riconoscibile, che impari a seguire, amare, apprezzare.

Penso ad alcune travel blogger italiane che seguo e stimo, che si autoritraggono nelle loro piccole imperfezioni, ma che alla fine risultano simpatiche e ti ci affezioni un po’!

Ecco quindi un’altra regola: su Instagram, molto più che altrove, è doveroso scoprirsi, mostrare la faccia. Chi, come me, ha sempre preferito mostrare ciò che vedevo attraverso la fotocamera, anziché me stessa, si perde una grande potenzialità del mezzo.

Del resto io l’ho visto con 10 anni di blog… le persone si affezionano a te, ti vogliono vedere, in foto, in video, sentire la tua voce (e su questo le Stories hanno contribuito tanto).

Perchè racconto questo?

Per evitare false illusioni. Oggi se volete avere successo su Instagram, dovete seguire certe regole. Questo non vale per i profili che hanno come unico obiettivo la condivisione di post e foto con i propri (veri) amici. Io parlo di chi punta in alto e vuole arrivare lontano.

Ci sono delle eccezioni: chi ha un blog molto forte, e già faceva belle foto, ha il suo stile. E i suoi fan veri. Ma chi comincia oggi, che salita!

E non vale per i brand già affermati (Gucci, Prada, Dolce & Gabbana) che hanno già la loro strategia di comunicazione.

Per quanto riguarda me, ogni tanto faccio dei test.

Le mie foto di Firenze, piatti, paesaggi… anche se ritoccate, e con contenuti interessanti (la dritta del posto che non conoscevi, il dettaglio poco noto…) ottengono un tot di like e commenti. Ma quando arriva la foto cartolina del Duomo, presa dall’alto, e evidentemente fatta da un fotografo professionista, allora sì che fa il botto. Anche se il testo di contorno è banale e un concentrato di hashtag. Sob.

Credits @fabiopolosa on Instagram

4 comments

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  1. Serena

    Ciao Elena,
    ma sai che avevo questo post in mente da un mesetto? Mi hai letto nel pensiero, io però non lo avrei scritto così bene! Da qualche tempo anche io sto ragionando sul cambiamento di Instagram, che non sempre mi dà soddisfazione (vedi foto scontate come dicevi te), però mi sa che l’unica maniera è seguire un po’ il flow… senza dimenticarsi di metterci del nostro per essere unici!

    1. nelli

      Ma grazie Sere!!! penso che anche tu lo avresti scritto bene, il tuo stile di scrittura è unico! 🙂
      che dirti… da una parte seguiamo l’evoluzione, dall’altra, come te, non rinuncio a descrivere le foto raccontando piccole storie!! (bellissimo il tuo racconto su Cuba)

  2. Nicola

    Ciao Elena,
    non so se ti ricordi di me, ci siamo conosciuti al TTG 2016. Toscanaccio come te. Che dire di questo articolo, concordo al 100% di ciò che hai scritto…le foto iconiche, quelle un pò “scontate” fanno il botto, le altre oltre un certo numero di like e commenti non vanno, e questo è abbastanza triste, a volte scoraggiante…ma si va avanti facendo del nostro meglio, e seguendo il flow come ha detto Serena. Come te, non amando mettere la faccia, mi perdo per strada una fetta di followers, forse è il caso che cominci a metterla di tanto in tanto. Un saluto.

    1. nelli

      Ma certo che mi ricordo! 🙂 grazie del commento!

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