Pochi giorni fa ho festeggiato 20 anni del mio blog Io Amo Firenze. Era il 23 marzo del 2006, quando mi accingevo a cliccare su quel pulsante di blogspot, poi diventato blogger, e aprire il mio primo blog. Eravamo nel pieno della blogosfera. Ricordo una statistica: ogni 3 secondi veniva aperto un blog!!! La copertina di Time con lo specchio ci ricordava quale rivoluzione fosse il web 2.0. E 2 giorni prima veniva aperto Twitter. Fra l’altro è da lì che arriva il mio nomignolo Nelli.
Blogspot vs WordPress
Ricordo che ero indecisa fra le due piattaforme di blogging: meglio blogspot o wordpress? blogpost era appena stato acquistato da Google, e io da SEO pensavo che la cosa potesse avere un vantaggio, così optai per quello. E sbagliai. Perché è vero che nell’immediato i post pubblicati ricevevano un bel boost, ma dopo poco scendevano di ranking. E purtroppo non era prevista la possibilità di modificare metatags o altri campi per la SEO. Un celebre malinteso capitato riguardo a uno snippet errato, che racconto sempre in aula, mi fece capire che era ora di migrare su WordPress.
I primi blog
Sono stata spesso definita una pioniera. Certamente a Firenze, e in Italia, ce n’erano pochi di blog a quei tempi. E di gente che fotografava i piatti, con la macchina fotografica, ancora meno.

A me personalmente il blog ha portato tanto: in termini di visibilità, conoscenze, viaggi, lavori.
Se ho potuto licenziarmi da un posto fisso nel 2009 e intraprendere la libera professione come consulente e docente di digital marketing lo devo anche al blog.

Un giorno una persona mi disse: “Da te mi sarei aspettato di più. Pensavo che diventassi famosa e invece ti sei fermata”.
E in effetti se guardo ad alcuni blog partiti in quegli anni, molti dei loro fondatori e fondatrici sono approdati in televisione o sono diventati brand di successo a livello nazionale / internazionale.
Tuttavia io, nel mio piccolo, non mi lamento. Ho un lavoro che mi piace, riesco a pagarmi il mutuo, e sono riuscita a crearmi una famiglia. Il successo mica si misura solo dai soldi, no?
In ogni caso in questi 20 anni sono stata intervistata svariate volte (Repubblica, Corriere, Glamour, Vanity Fair, Donna Moderna, Wired…) e sono stata protagonista di 2 reality in tv (Raidue e Realtime). Se questo è ciò che per molte persone conta. Oltre a libri pubblicati, tesi su di me e molto altro.

Se devo fare un bilancio, preferisco guardare alle centinaia di persone conosciute, con cui ho condiviso momenti belli, divertenti, insoliti, istruttivi. Con alcuni lettori storici sono diventata amica (ciao Simo! ciao Alessandro! ciao Elaiza! ciao Katia).
Aggiungo un altro aspetto. Per una lezione allo IED mi sono messa a cercare notizie sui primi fashion bloggers (tipo The Sartorialist ) e ho scoperto che molti di quei blog non esistono più, molti addirittura non hanno neppure rinnovato il dominio.
Qualcuno si è spostato su Instagram.
Qualcuno ha cambiato lavoro.
Dal blog ai social
Oggi sul blog pubblico molto meno. Non per pigrizia, ma perché da anni le conversazioni si sono spostate sui social. Dopo 10 anni in cui pubblicavo ogni giorno un post di eventi, recensioni di ristoranti o altro, ho capito che le persone preferivano altre piattaforme. E altri linguaggi. Ho imparato a fare video, reel da 15 o 30 secondi.
Sono attiva su Instagram con un profilo (@nellifirenze) che ha quasi 100.000 followers.
Ho la pagina Facebook (15.000 followers), sto provando a capire come funziona TikTok (5.000 followers) e continuo a studiare.
La prossima (presente?) sfida è l’AI. Continuo a seguire discussioni su Linkedin che evidenziano il cambiamento in atto. L’economia dei contenuti, del pubblico e quindi guadagno è giunta al capolinea? O forse ancora di più sarà strategico pubblicare articoli di valore?
Ciao Luca
Qualche giorno fa ho letto della morte di Luca Conti. Per chi ha cominciato 20 anni fa come me, è una notizia triste. Lo leggevo dal 2005. Lo ritenevo una sorta di guru. L’ho incontrato poche volte ma era una persona di grande acume.
Fa strano continuare a leggere le sue parole ora che non c’è più. Chissà se succederà così anche a me.
Nel frattempo, se tu stai leggendo queste parole, chiunque tu sia… un utente arrivato qui per caso, o una persona che mi conosce da tempo… ti ringrazio per il tuo tempo. Se ti va lascia un segno del tuo passaggio.
Ti mando un saluto virtuale.