Promuovere una destinazione turistica tramite un social team

In questo weekend di inizio ottobre mi trovo all’Isola d’Elba, in occasione della Festa dell’Uva, invitata a bloggare l’evento insieme a una quindicina di bloggers. Dobbiamo raccontare nelle modalità che ognuno di noi preferisce (c’è chi parla di cibo, chi fa video, chi ama i viaggi, chi organizza matrimoni…) le proprie impressioni su questi 2 giorni.

E’ la prima volta che vedo una destinazione turistica (l’Elba) utilizzare questa forma di promozione del territorio: un vero e proprio social team messo insieme secondo alcune logiche di complementarietà, al fine di diffondere sul web news, eventi, itinerari dell’Isola d’Elba. Trovo siano stati davvero lungimiranti. Non so quante altre volte sia successo. Come iniziative private penso all‘evento dedicato ai fashion bloggers del negozio di Firenze LuisaviaRoma…, ma qui abbiamo a che fare con un’idea alla quale hanno aderito  enti pubblici (il Comune di Capoliveri), l’Apt e alcune strutture ricettive dell’isola. Decisamente inusuale.

Non ho niente contro i giornalisti “tradizionali” ma il fermento che possono attivare i blogger – appena sbarcati tutti hanno cominciato a postare, taggare, twittare, uploadare – è senza dubbio maggiore.

Già da giorni nei loro blog hanno segnalato l’evento, che poi aggiornano in diretta, grazie a netbook e iphone sempre a portata di mano. Quasi tutti dotati di fotocamera digitale, saltano da Facebook a Flickr, da Twitter a Foursquare, con velocità e immediatezza. Lunedì mattina, ad evento terminato, tutto sarà già pubblicato, postato, commentato.

A livello tecnico serve ben poco: la copertura wi-fi di un’area comune (nel nostro caso la piazza di Capoliveri), che ha pure dovuto “scontrarsi” con le burocrazie delle nostre leggi (abbiamo dovuto inviare carta d’identità e numero di cellulare per abilitarci alla Rete). E altra cosa importante: nessuno dei blogger è stato pagato per scrivere. Chi ha aderito ed è venuto, lo ha fatto perchè gli piaceva venire qui a curiosare e scrivere solo ciò che lo colpiva.

Senza abbandonare la comunicazione tradizionale, ritengo che nel 2010 non si possa pensare alla promozione di un evento o di un territorio, senza destinare una parte all’online. Meglio se poi a farla sono i contenuti generati dagli utenti.

4 comments

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  2. armando

    Che dire Elena, un buon articolo di partenza. Aspetto di leggere le tue prossime impressioni. E se magari le racconti in anteprima “a chi fa video”……
    Ciao, Armando.

  3. simonawp

    La potenza del web è ben più potente della carta stampata ma purtroppo non dobbiamo dimenticare che c’è ancora tanta gente che non lo usa e quindi non ci potrà mai leggere… ci fossero più eventi di questo genere!

  4. roberto

    Consapevole delle differenze tra una destinazione e un’azienda turistica, da qualche tempo ho abbandonato la comunicazione tradizionale (bassi risultati anche su campagne molto targhettizzate e piuttosto aggressive) per quella on line (intendo 2.0) con risultati inaspettati per rapidità e qualità.
    Se decidi di essere su una o più piattaforme social devi essere però cosciente della necessità di aggiornarla e presidiarla con costanza, eventualmente formando lo staff per farlo, ma le risorse necessarie sono a mio avviso impiegate nel miglior media attualmente disponibile.

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